Motore a benzina, la storia e l’evoluzione Citroën
Nella sua storia centenaria Citroën ha portato avanti un’evoluzione continua dei motori a benzina, a partire da quelle a “combustione povera” degli anni ’30, fino all’iniezione elettronica nel 1969 per poi arrivare ai motori di ultima generazione PureTech.
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Il primo motore a benzina arrivò nel corso della Prima Guerra Mondiale, quando dimostrò definitivamente la sua validità al punto che, eccetto qualche eccentrico costruttore americano, tutti abbandonarono il vapore e l’elettrico, in favore del motore a benzina.
Prima ancora della fine della guerra, André Citroën pensò di convertire la sua fabbrica di armi e munizioni in una fabbrica d’automobili e la scelta della motorizzazione per la sua prima vettura fu subito chiara: la “10Hp Tipo A” nacque con un bel motorino a quattro cilindri di poco più di milletrecento centimetri cubi di cilindrata, costruttivamente semplice ma abbastanza performante (18 cavalli reali) e soprattutto parco nei consumi: i quattro passeggeri della rivoluzionaria Citroën percorrevano 100 km (alla velocità di massima di poco meno di 70 km/h) non consumando che sette litri e mezzo di benzina e… qualche centinaio di grammi d’olio, ma allora era normale!

Fece ancora meglio pochi anni dopo, presentando la sua “5Hp Tipo C” che montava un motore sempre a quattro cilindri ma di soli ottocentocinquanta centimetri cubi. La storia dei motori benzina Citroën ci porta al 1934 ed alla Traction Avant.

Motore a benzina a “combustione povera” Citroën
Aerodinamica, bassa e filante, dotata (per la prima volta in grande serie) di trazione anteriore e freni idraulici sulle quattro ruote, la Traction Avant aveva un motore pensato per piacere ad André Citroën: era un quattro cilindri a “combustione povera”, il primo di una lunga serie.
Abbiamo visto come un motore a ciclo Otto ha quattro stadi di funzionamento: aspirazione, compressione, scoppio e scarico. La prima fase è cruciale: è il momento in cui l’aria aspirata nel cilindro viene miscelata con la benzina attraverso il carburatore. Ovvero quel dispositivo preposto a rilasciare una certa quantità di benzina in funzione della quantità d’aria che lo attraversa, tramite dei fori calibrati chiamati “gliceurs”. Va detto che non esiste una miscela ideale, o meglio sono tanti i fattori in gioco. Variando la pressione atmosferica (quindi la densità dell’aria), la temperatura, le condizioni del motore (minimo, regime normale e “pieno carico”) ed anche la temperatura di lavoro del motore, variano anche le percentuali tra aria e benzina e solo un sofisticato sistema di iniezione elettronica è in grado di assicurare una variazione repentina ed efficace di queste percentuali.
In mancanza dei sistemi di iniezione elettronica, i tecnici Citroën negli anni ‘30 scelsero la soluzione della “miscela povera”. Ovvero di un rapporto di miscelazione dove l’aria è preponderante in ogni condizione, così da ridurre i consumi ed avere la certezza di bruciare tutto quello che veniva aspirato dal motore.
Questa regola fu seguita pedissequamente anche dopo la scomparsa del fondatore della Marca: il brillante progettista Walter Becchia. Questo venuto dalla sportivissima Talbot-Lago, per dare un motore alla TPV (la futura 2 CV), sposò in pieno questa strategia. Anche i motori che equipaggeranno la DS (alcuni rimasti in produzione sulla CX sino ai primi anni ‘90, beneficeranno di questa soluzione.
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Motore a benzina Citroën ad iniezione elettronica
Nel 1969, allo scopo di ridurre ulteriormente i consumi ottimizzando le prestazioni, Citroën montò l’iniezione elettronica BOSCH (finalmente disponibile) sulla DS e sulla sportivissima SM. Successivamente adottò una versione modernizzata sulla CX e sulla BX. Infine (anche in ragione della necessità di adottare il catalizzatore sull’intera gamma) tutte le vetture Citroën furono dotate di impianti di iniezione elettronica in luogo dei carburatori.
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Citroën motore benzina PureTech Euro 6.2
Oggi la gamma dei motori benzina delle vetture Citroën è composta prevalentemente dai motori PureTech, da 3 fino a 4 cilindri Euro 6.2., da 82 fino a 180 cavalli di potenza. Si tratta di motori efficienti e performanti di ultimissima generazione a iniezione elettronica. Presentano anche Stop&Start e il cambio manuale a 6 rapporti o il cambio automatico EAT8 a 8 rapporti.
Il più potente è il PureTech 180 S&S con cambio automatico EAT8, disponibile sul modello di punta della gamma odierna, SUV Citroën C5 Aircross.
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Foto motore PureTech
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